
Placcati
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Orologi e accessori placcati per la radiestesia strumentale
Il termine “placcato” indica una tecnica precisa: uno strato di metallo nobile (oro 18 o 24 carati, argento 925) viene depositato per elettrolisi su un corpo in ottone (lega di rame-zinco CuZn37) o in rame puro. Lo spessore di questo rivestimento determina la durata del pezzo: una placcatura standard raggiunge da 0,5 a 1 micron, una doppia placcatura (o placcatura spessa) da 3 a 5 micron. Nella radiestesia strumentale, questa differenza è importante nell’uso. I punti di contatto sono i primi a consumarsi: l’anello di presa, la parte inferiore della punta e le maglie della catenella a contatto prolungato con la pelle sono i primi a risentirne. Non si tratta di un difetto insormontabile, ma di una realtà materiale da tenere in considerazione nella scelta.
La placcatura in oro o argento presenta un vantaggio diretto per la pratica: consente di accedere alle forme metalliche più utilizzate in radiestesia (pendolo egizio a camera interna, pendolo Mermet, pendolo di Chaumery) a un prezzo sensibilmente inferiore rispetto all’argento massiccio 925 o all’ottone massiccio dorato. Un pendolo egiziano in argento massiccio 925 da 20 grammi costa tra i 45 e gli 80 €. Lo stesso modello in ottone placcato argento, di peso identico e finitura comparabile, costa tra i 12 e i 25 €. Per un praticante che desidera lavorare con diverse forme senza un investimento iniziale elevato, la placcatura è un’opzione realistica e coerente.
Tipi di pendoli placcati disponibili nella radiestesia strumentale
Il pendolo egizio placcato in oro è la forma più diffusa in questa categoria. La sua struttura cilindrica cava, dotata di una camera interna che permette di inserire un campione materiale (capello, frammento di terra, scheggia di oggetto), poggia su un corpo in ottone di diametro compreso tra 12 e 18 mm e di lunghezza tra 30 e 45 mm, per un peso tipico compreso tra 15 e 30 grammi a seconda delle dimensioni. La catenella è generalmente in ottone placcato oro di 15-20 cm, con un anello di presa di circa 8 mm di diametro. Questo tipo di pendolo è documentato nella pratica della radiestesia medica e della geobiologia sin dai lavori di Chaumery e De Bélizal negli anni 1930-1950.
Il pendolo Mermet placcato argento occupa una posizione particolare. La sua forma ovoidale simmetrica, derivata dalle ricerche dell’abate Alexis Mermet, pesa in genere da 8 a 15 grammi per una lunghezza della punta da 25 a 35 mm. Questa leggerezza lo rende reattivo e adatto ai principianti, nonché ai praticanti che lavorano su sequenze di domande che richiedono risposte rapide e leggibili. La versione placcata in argento permette di beneficiare della conduttività superficiale del metallo nobile (l’argento presenta la conduttività elettrica più elevata tra i metalli comuni, 63 MS/m) senza il costo dell’argento massiccio.
Placcato in oro o placcato in argento: cosa cambia concretamente nell’uso
La distinzione tra pendolo placcato in oro e pendolo placcato in argento non è solo estetica. L’ottone di base, una volta che la placcatura si è consumata a causa di anni di uso regolare, presenta una reattività propriocettiva diversa dal metallo di superficie: i professionisti esperti segnalano una sensibilità distinta nella presa del pendolo a seconda che il metallo percepito dalla pelle sia l’oro, l’argento o l’ottone sottostante. Questa constatazione non è un argomento di marketing, ma un’osservazione che qualsiasi praticante che abbia lavorato con pendoli usurati può verificare sul campo.
La placcatura in argento esposta all’aria ambiente si ossida più rapidamente rispetto a quella in oro: sulla superficie si forma uno strato di solfuro d’argento (Ag₂S) a contatto con i composti solforati presenti nell’atmosfera. Una manutenzione regolare con una pelle di camoscio o un panno da lucidatura asciutto è sufficiente per mantenere l’aspetto e la conduttività della superficie. La placcatura in oro resiste meglio all’ossidazione nel tempo. Se lo strato iniziale raggiunge almeno 2 micron, un pendolo placcato in oro ad uso regolare (da tre a cinque ore alla settimana) conserva il suo aspetto tra i cinque e i dieci anni senza ritocchi.
Manutenzione dei pendoli placcati: protocollo e divieti
La placcatura è sensibile ai comuni prodotti chimici. Evitate qualsiasi contatto con creme per le mani, profumi e soluzioni alcoliche: queste sostanze aggrediscono lo strato di metallo depositato e accelerano l’usura nei punti di pressione. Riporre il pendolo in una custodia di velluto o in un astuccio rigido lo protegge dai micrograffi tra una sessione e l’altra. Non pulite mai un pendolo placcato con un prodotto abrasivo, anche se presentato come delicato: lo strato di metallo ha uno spessore di pochi micron, una pasta lucidante standard lo rimuove in poche passate.
Per i pendoli placcati montati su pietra naturale, le precauzioni per la cura della pietra si applicano indipendentemente dal metallo della montatura. Un’ametista (SiO₂, sistema trigonale, durezza Mohs 7) si scolorirà in viola pallido e poi in giallo sotto luce diretta prolungata, prima che la placcatura in oro sia influenzata dalle stesse condizioni. Un’ossidiana nera (vetro vulcanico naturale a predominanza silicea con inclusioni di magnetite, durezza da 5 a 5,5) montata su un anello placcato argento non richiede particolari precauzioni, se non una pulizia a secco dopo l’utilizzo.
Orologi placcati con pietra naturale: leggere attentamente le descrizioni
Una parte della categoria “placcati” riguarda pendenti il cui corpo è costituito da una pietra naturale incastonata in una montatura metallica placcata. In questo caso, due componenti distinti presentano caratteristiche da valutare separatamente. La montatura in ottone placcato determina la durata della finitura e la qualità della catenella. La pietra determina il peso, il comportamento meccanico e le attribuzioni simboliche secondo le tradizioni della litoterapia e della radiestesia.
Un quarzo ialino naturale da 10 grammi montato su un anello placcato in oro avrà un comportamento pendolare diverso da un pendolo interamente in ottone dello stesso peso. La densità del quarzo (2,65 g/cm³) produce un volume maggiore rispetto a un metallo con densità di 8,5 g/cm³, il che modifica la resistenza all’aria e la frequenza di oscillazione naturale. Per un pendolo da 10 grammi con catenella da 15 cm, questa differenza di volume è percepibile fin dalle prime sedute per un praticante attento alla qualità della sua tenuta.
L’indicazione dell’eventuale trattamento della pietra è un criterio di selezione del fornitore. Un’ametista riscaldata per ottenere una pseudo-citrina artificiale (pratica industriale comune, dato che la citrina naturale è rara e più costosa) non presenta le stesse inclusioni né la stessa distribuzione cromatica di una citrina naturale del Brasile o del Madagascar. La trasparenza su questo punto, così come l’indicazione dello spessore della placcatura in micron, distingue un venditore serio da uno che punta esclusivamente sulla presentazione visiva.
- Pendolo placcato oro con camera interna (tipo egiziano): corpo cilindrico cavo in ottone, diametro da 12 a 18 mm, peso da 15 a 30 g, catenella in ottone dorato da 15 a 20 cm, utilizzabile con o senza indicatore
- Pendolo Mermet placcato argento: forma ovoidale simmetrica, da 8 a 15 g, punta da 25 a 35 mm, reattivo, adatto ai principianti e alle sessioni prolungate
- Pendolo placcato su pietra naturale verificata: occhiello e anello placcati, corpo minerale con indicazione della composizione chimica, durezza Mohs e origine geografica; verificare la distinzione “pietra naturale” / “pietra ricostituita” / “imitazione in resina”
- Accessori placcati: bacchette da rabdomante con impugnatura placcata, anelli per ciondoli minerali, supporti da lavoro in metallo placcato
Un pendolo placcato ben curato è uno strumento di radiestesia a tutti gli effetti, non una versione degradata del metallo massiccio. La questione non è se la placcatura sia “inferiore” all’argento massiccio, ma determinare quale rapporto qualità-durata-prezzo corrisponda all’uso previsto. Per un professionista che rinnova i propri strumenti ogni tre-cinque anni o che esplora diverse forme in parallelo, la placcatura di qualità (spessore minimo 2 micron, catenella saldata e non incastonata a freddo, anello di presa in metallo spesso) è una scelta coerente con una pratica seria.







































