Pendente o collana in shungite

Shungite

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Shungite della Carelia: un minerale carbonioso precambriano, non una pietra magica

La shungite è un minerale amorfo composto principalmente da carbonio (tra il 30 e il 98% a seconda del grado), associato a silicati, ossidi di ferro e alluminio e tracce di zolfo. Proviene quasi esclusivamente dal giacimento di Zazhoginskoye, in Carelia russa, vicino al lago Onega e al villaggio di Shunga da cui prende il nome. La sua formazione risale a circa 2 miliardi di anni fa (Precambriano), come risultato di un accumulo sedimentario di materia organica antica. La sua durezza Mohs è compresa tra 3,5 e 4, la sua densità tra 2,1 e 2,4 g/cm³ a seconda del tenore di carbonio. È elettricamente conduttiva: basta un semplice multimetro per verificarlo e distinguere una shungite autentica da un’imitazione in plastica o in roccia dipinta.

I tre gradi di shungite: nobile, intermedia e comune

Il mercato distingue tre tipi di shungite in base al loro tenore di carbonio, che ne determina direttamente l’aspetto, la conduttività e il prezzo legittimo.

  • Shungite nobile (tipo I o élite): dal 90 al 98% di carbonio, aspetto argenteo e lucido, caratteristica frattura concoidale, molto fragile. Rappresenta meno dell’1% della produzione estratta. Si trova in frammenti grezzi irregolari piuttosto che in forme tagliate, poiché la sua fragilità rende difficile la lavorazione. Il suo prezzo al grammo è significativamente più alto rispetto agli altri gradi.
  • Shungite intermedia (tipo II): dal 50 all’80% di carbonio, da nera opaca a leggermente lucida, più resistente, utilizzata per le forme tagliate (piramidi, sfere, pendoli, lastre).
  • Shungite comune (tipo III): dal 30 al 50% di carbonio, la più diffusa in commercio, nera e opaca, meno conduttiva, meno costosa.

Un semplice test di conduttività elettrica permette di verificare che ciò che vi viene venduto sia effettivamente shungite: i tipi I e II conducono la corrente, il tipo III in modo più variabile a seconda dell’esatto tenore di carbonio. Una shungite verniciata, in resina o in ossidiana non conduce. Questo test non costa nulla e dovrebbe essere effettuato sistematicamente al momento dell’acquisto.

Shungite nel pendolo radiestesico: cosa cambiano davvero il peso e le dimensioni

La shungite di grado II tagliata è disponibile in pendoli di diverse forme: conica, esagonale, ovoidale o egiziana. Per un pendolo radiestesico funzionale, i parametri che contano sono il peso (in grammi), la lunghezza della punta (in mm), il diametro massimo (in mm) e la lunghezza della catenella (in cm). Un pendolo in shungite di tipo II di circa 12-15 grammi, con punta conica da 25 a 35 mm e catenella in acciaio inossidabile da 15 cm, è adatto all’uso quotidiano per i praticanti di livello intermedio. La sua densità relativamente bassa rispetto ai pendoli in metallo (ottone, rame) offre una risposta oscillatoria più morbida, che alcuni praticanti di geobiologia preferiscono per le sedute lunghe. Un principiante nella radiestesia strumentale farebbe bene a iniziare con un peso inferiore ai 15 grammi: oltre tale limite, la frequenza naturale di oscillazione è troppo bassa per essere interpretabile senza una mano esperta.

La shungite viene utilizzata anche sotto forma di piastre posizionate sotto gli apparecchi elettronici o indossate come ciondoli. Secondo la tradizione dei professionisti russi, che utilizzano questo minerale da diversi secoli per la purificazione dell’acqua e la protezione degli spazi abitativi, la shungite interagisce con i campi elettromagnetici. Questi usi sono documentati come pratiche tradizionali e simboliche. Ad oggi, nessuno studio clinico rigoroso conferma un effetto misurabile della shungite sulle radiazioni elettromagnetiche in condizioni di utilizzo domestico standard: presentare queste proprietà come fatti accertati sarebbe inesatto e potenzialmente fuorviante per l’acquirente.

Shungite e acqua: un uso tradizionale documentato, precauzioni necessarie

L’uso della shungite per la preparazione di acqua cosiddetta “dinamizzata” è attestato in Carelia fin dal XVIII secolo, poiché si ritiene che Pietro il Grande abbia fatto uso delle sorgenti naturali della regione per il suo esercito. Studi russi pubblicati tra gli anni ’90 e il 2010 hanno documentato proprietà battericide dell’acqua a contatto prolungato con la shungite, attribuite ai fullereni (C60) in essa contenuti. La presenza di fullereni nella shungite è reale e verificata mediante spettrometria, ma la loro concentrazione varia a seconda del grado e del giacimento, e la loro migrazione nell’acqua in condizioni ambientali è molto limitata secondo gli studi disponibili. Per l’uso con l’acqua, utilizzare esclusivamente shungite grezza non levigata di grado II o III, sciacquata accuratamente con acqua fredda prima dell’uso, in un rapporto minimo di 100 g di pietra per 1 litro d’acqua, con un tempo di contatto da 48 a 72 ore. La shungite deve essere pulita regolarmente: risciacquo con acqua pulita, asciugatura al sole per alcune ore. Non teme l’acqua, a differenza della pirite o della celestite.

Manutenzione e conservazione della shungite

La shungite è robusta e di facile manutenzione rispetto a molti minerali commercializzati in litoterapia. Resiste all’acqua, non si dissolve e non si ossida in condizioni normali. I punti di attenzione sono la sua fragilità meccanica per i gradi nobili (frammenti fragili da non far cadere), la sua tendenza a annerire leggermente le mani al contatto diretto a causa del carbonio (proprietà normale, non tossica) e la necessità di sciacquarla prima del primo utilizzo per rimuovere i residui di taglio. Evitare urti violenti per le forme tagliate, soprattutto i pendenti con una punta lunga e sottile. La shungite nobile in frammenti è troppo fragile per essere indossata come ciondolo o pendente: è fatta per rimanere appoggiata o conservata in un cofanetto.

Come riconoscere una shungite autentica: i punti da verificare prima dell’acquisto

Il mercato della shungite è saturo di imitazioni, principalmente in plastica nera, resina o rocce qualsiasi dipinte. I punti di controllo sono semplici: la conduttività elettrica (test con multimetro, il più affidabile), la densità al tatto (la shungite nobile è leggera rispetto alle sue dimensioni), la colorazione delle mani al contatto (un leggero deposito di carbonio è normale su una vera shungite grezza) e l’origine geografica certificata con indicazione del giacimento. Una shungite venduta senza indicazione di origine, senza grado specificato, o allo stesso prezzo di un’ossidiana di simile aspetto ornamentale dovrebbe destare sospetti. Il prezzo legittimo di una shungite nobile in frammenti grezzi da 50 g è sensibilmente diverso dal prezzo di un lotto di ciottoli di grado III dello stesso peso: acquistare senza che il venditore specifichi il grado e il tenore approssimativo di carbonio significa acquistare alla cieca.

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