
Tutta la shungite
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Bustina di shungite cristallizzata 10 g
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Ciondolo a disco in shungite
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Cubo di shungite
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Frammenti di shungite cristallizzata
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Pendente o collana in shungite
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Pendolo conico in shungite
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Piastra di shungite
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Piastra di shungite
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Piramide di shungite levigata 7 cm
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Piramide di shungite opaca
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Set mini pietre levigate di shungite
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Sfera di shungite
Shungite della Carelia: origine, composizione mineralogica e tipi disponibili
Tutta la shungite proposta in questo negozio proviene dalla Carelia, regione del nord-ovest della Russia, e più precisamente dai dintorni del lago Onega, dove si trova il giacimento principale di Zazhoginskoye. È lì che è stato individuato il villaggio di Shunga, da cui il minerale prende il nome. La shungite è quasi assente nel resto del mondo in forma di giacimento sfruttabile: sono stati segnalati alcuni giacimenti in Austria e in Kazakistan, ma senza l’estensione né la qualità dei giacimenti della Carelia. Questi ultimi rappresentano la maggior parte della produzione mondiale conosciuta.
Cosa contiene realmente la shungite: carbonio, fullereni e inclusioni minerali
La shungite è un minerale carbonioso precambriano, la cui età è stimata in circa 2 miliardi di anni. La sua composizione principale è il carbonio (C) in forma amorfa, con tenori variabili a seconda del tipo. Ciò che la distingue dall’antracite o da una roccia carboniosa ordinaria è la presenza di fullereni, molecole di carbonio a gabbia (C60, C70) la cui presenza nella shungite della Carelia è stata confermata da diversi gruppi di ricerca a partire dagli anni ’90. I fullereni sono allotropi del carbonio con proprietà antiossidanti documentate in condizioni in vitro. La shungite è l’unico minerale naturale conosciuto a contenerne in quantità significative.
È necessario correggere un’affermazione spesso ripetuta nel commercio delle pietre: la shungite non contiene tutti gli elementi della tavola periodica di Mendeleev. Questa affermazione è inesatta. La shungite contiene, oltre al carbonio dominante, silice (SiO₂), ossidi di ferro, zolfo e tracce di altri elementi a seconda del giacimento di estrazione. Il tutto è ben lontano dai 118 elementi della tavola periodica. Ciò che costituisce il vero interesse mineralogico della shungite è la sua particolare struttura carboniosa e la presenza di fullereni naturali, non una composizione chimica esaustiva.
I tre tipi di shungite: dal tipo III alla shungite élite di tipo I
La classificazione commerciale distingue tre tipi in base al tenore di carbonio, ciascuno con proprietà fisiche distinte che determinano direttamente l’uso appropriato:
- Shungite di tipo III (shungite grigia): dal 30 al 50% di carbonio, colore grigio scuro, consistenza opaca, la più comune. Utilizzata per oggetti scolpiti (piramidi, sfere, ciottoli), piastre telefoniche ed elementi decorativi. Durezza Mohs approssimativa: da 3 a 3,5. Non si lucida bene come i tipi superiori a causa del suo contenuto di silice più elevato.
- Shungite tipo II (shungite nera): dal 50 al 70% di carbonio, nera, discreta lucentezza dopo la lucidatura. Adatta alla gioielleria e ai ciondoli tagliati. La sua maggiore coesione consente un taglio più preciso. Durezza Mohs: da 3,5 a 4.
- Shungite tipo I (shungite élite o argentata): dal 90 al 98% di carbonio, caratteristica lucentezza metallica argentata, aspetto sfogliato e fragile. Non si taglia, perché troppo friabile, e si vende solo grezza in frammenti irregolari. Rappresenta circa l’1-2% di tutti i giacimenti della Carelia, il che spiega il suo prezzo notevolmente più elevato. È il tipo più ricco di fullereni e il più utilizzato per la purificazione dell’acqua secondo gli usi tradizionali.
Usi documentati e attribuzioni tradizionali della shungite
L’uso della shungite nella filtrazione dell’acqua è storicamente attestato in Carelia, e fonti dell’epoca di Pietro il Grande menzionerebbero filtri in shungite utilizzati per i soldati russi, secondo la tradizione locale. La capacità della shungite di adsorbire alcuni contaminanti è legata alla sua struttura carboniosa: come il carbone attivo, può trattenere alcuni composti organici e alcuni metalli pesanti per adsorbimento parziale. Per questo uso è raccomandata la shungite élite di tipo I: prevedere da 100 a 200 g di frammenti grezzi per litro d’acqua, un accurato risciacquo iniziale sotto l’acqua corrente e un ricambio dei frammenti ogni sei mesi. Questo procedimento non sterilizza l’acqua: la shungite non distrugge né batteri né virus.
Nella litoterapia, la shungite è tradizionalmente associata a funzioni di radicamento e, secondo questa tradizione, a una certa resistenza alle influenze elettromagnetiche circostanti. Queste attribuzioni non si basano su studi clinici controllati in condizioni standardizzate: i presunti effetti dei campi elettromagnetici domestici sulla salute e la loro attenuazione da parte dei minerali non sono stati dimostrati dalla ricerca scientifica attuale. La qualità mineralogica del materiale rimane un criterio di valutazione legittimo, indipendentemente dagli usi simbolici che gli vengono attribuiti.
Cura della shungite nera e della shungite élite
La shungite annerisce le mani al contatto, in particolare i tipi II e III non lucidati: il carbonio è un pigmento naturale, questo deposito è innocuo e scompare con il lavaggio. La shungite élite è fragile per natura (struttura laminata, facile sfaldatura) e non sopporta gli urti. Un risciacquo sotto l’acqua corrente è sufficiente per la manutenzione ordinaria. Per i gioielli montati su metallo, evitate bagni prolungati in acqua salata che possono corrodere le parti metalliche. La shungite stessa resiste bene all’umidità ordinaria, a differenza della pirite (FeS₂) che si ossida all’aria umida, o della celestite che si deteriora al contatto prolungato con l’acqua.
Per approfondire la composizione e gli usi tradizionali di questo minerale carbonioso precambriano, consultate il nostro articolo di riferimento: Shungite: la pietra che vi vuole bene.











