
Malas e braccialetti
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Bracciale in labradorite
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Bracciale in labradorite e agata bianca
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Bracciale in lapislazzuli da 4 o 6 mm
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Bracciale in lapislazzuli e quarzo rutilato
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Bracciale in legno di sandalo
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Bracciale in lepidolite 8 mm
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Bracciale in opale giallo
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Bracciale in ossidiana dorata 4 mm
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Bracciale in ossidiana e mogano 6 mm
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Bracciale in pietra di luna 6/8 mm
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Bracciale in prehnite naturale
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Bracciale in quarzo e tormalina
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Bracciale in quarzo rosa sole
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Bracciale in rame con motivo “fior di vita”
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Bracciale in rame PM o GM
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Bracciale in rame rigato
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Bracciale in rodonite e quarzo grigio
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Bracciale in shungite
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Bracciale in tormalina nera
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Bracciale in turchese africano
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Bracciale in unakite 6 mm
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Bracciale indiano con citrino
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Bracciale occhio di bue 10 mm
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Bracciale occhio di bue 6 mm
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Bracciale occhio di falco 4 mm
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Bracciale occhio di falco 8 mm
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Bracciale occhio di tigre 8 mm
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Bracciale occhio di tigre con cuore di quarzo
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Bracciale occhio di tigre e quarzo rutilato
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Bracciale Pantra occhio di tigre
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Bracciale pietra di luna
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Bracciale regolabile in amazzonite
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Bracciale regolabile in tormalina
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Bracciale regolabile occhio di tigre
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Bracciale rigido in pietra di luna
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Bracciale triplo in ametista
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Braccialetto acquamarina 4 mm
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Braccialetto con chips di avventurina verde
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Braccialetto con chips di corniola
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Braccialetto con chips di fluorite
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Braccialetto con chips di lapislazzuli
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Braccialetto con chips di occhio di tigre
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Braccialetto con chips di shungite
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Braccialetto con chips di tormalina
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Braccialetto con ciondoli in citrino
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Braccialetto con frammenti di acquamarina
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Braccialetto con frammenti di amazzonite
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Braccialetto con frammenti di ametista
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Braccialetto con frammenti di cristallo di rocca
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Braccialetto con frammenti di rodocrosite
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Braccialetto da meditazione occhio celeste
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Braccialetto dei 7 chakra
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Braccialetto di ancoraggio in onice nero
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Braccialetto in angelite 4 mm
Mala e braccialetti in pietre naturali: criteri di scelta e dati mineralogici
Un mala o un braccialetto di perle in pietra naturale ha valore solo se il materiale è autentico. Il mercato è saturo di prodotti presentati come “cristallo di rocca” o “pietra naturale” che in realtà sono perle in vetro colorato, resina o pietra ricostituita (polvere di quarzo agglomerata con resina epossidica). La verifica è fisica: una perla di quarzo ialino naturale (SiO₂, sistema trigonale, durezza Mohs 7) è fredda al tatto, più pesante del vetro a parità di volume e presenta inclusioni o microfessure visibili con una lente d’ingrandimento x10. Una perla di vetro è omogenea, leggera e spesso otticamente perfetta, il che è proprio sospetto.
Costruzione di un mala: 108 perle, fili di montaggio e diametri standard
Il mala tradizionale conta 108 perle più una perla guru di dimensioni leggermente superiori, seguita da un pompon o da una nappa. Nell’uso pratico della meditazione (japa mala), funge da contatore per la ripetizione dei mantra. I diametri comuni sono 6 mm, 8 mm e 10 mm. Un mala di 108 perle in ossidiana nera (vetro vulcanico, SiO₂ ~70%, struttura amorfa, durezza da 5 a 5,5) da 8 mm pesa tra i 130 e i 145 grammi a seconda della lunghezza del filo e della perla guru. Un mala in labradorite (plagioclasio calcosodico, sistema triclino, durezza da 6 a 6,5) dello stesso diametro è leggermente più leggero, poiché la densità della labradorite (2,69 g/cm³) è inferiore a quella dell’ossidiana (~2,35 g/cm³). Il filo di montaggio determina la durata: un filo di seta naturale è tradizionale ma fragile all’umidità, mentre un nylon resistente da 0,6 mm sopporta meglio l’uso quotidiano. Un nodo tra ogni perla, tecnica derivata dalle tradizioni tibetane, protegge le perle dall’usura dovuta all’attrito reciproco ed evita la dispersione in caso di rottura del filo.
Scegliere un mala in base all’uso: meditazione con conteggio, da indossare al polso o per la radiestesia
Per l’uso nella meditazione con conteggio dei mantra, il diametro di 8 mm è il compromesso standard: abbastanza largo da essere percepito al passaggio tra le dita senza rallentare il ritmo, abbastanza leggero da non affaticare la mano durante una sessione di 20-30 minuti. Per indossarlo al polso avvolto tre volte (mala da 108 perle da 6 mm), è preferibile il diametro di 6 mm. Il quarzo rosa (SiO₂, varietà rosa, durezza 7, provenienza principale Brasile – stato di Minas Gerais, o Madagascar) è comune e accessibile. L’ametista (varietà viola del quarzo, SiO₂, durezza 7, colorazione dovuta a impurità di ferro sotto irradiazione naturale, origini Brasile – Rio Grande do Sul, Uruguay, Zambia) offre una colorazione stabile a condizione di verificare l’assenza di trattamento con tintura artificiale. L’occhio di tigre (SiO₂ fibroso, pseudomorfismo della crocidolite in quarzo, durezza 7, provenienza principale Sudafrica – regione di Kuruman) si riconosce dal suo luccichio dorato alla luce riflessa. Questa proprietà ottica non può essere imitata in modo convincente su una perla in resina.
Bracciali con perle di pietra: diametri, elasticità e qualità della montatura
Un bracciale con perle elastiche misura tipicamente dai 18 ai 20 cm di circonferenza per un filo elastico da 0,7 a 1 mm. La perla da 8 mm è lo standard per i polsi adulti: da 22 a 24 perle per 18 cm a seconda della presenza o meno di perle distanziatrici. I braccialetti da 6 mm sono adatti ai polsi sottili, quelli da 10 mm hanno un impatto visivo più marcato ma pesano sensibilmente di più. La labradorite da 8 mm produce la sua labradorescenza (riflessi dal blu-verde al viola a seconda dell’angolo, fenomeno legato alle interferenze luminose tra i foglietti cristallini) solo se la perla è correttamente orientata durante il taglio. Una perla di labradorite senza riflessi non è necessariamente un’imitazione, ma perde gran parte dell’interesse estetico della pietra.
Il lapislazzuli (roccia metamorfica composta da lazurite (Na,Ca)₈(AlSiO₄)₆(SO₄,S,Cl)₂, calcite bianca e pirite dorata, durezza da 5 a 6, provenienza principale provincia del Badakhshan, Afghanistan) è una delle pietre più imitate in gioielleria. Il lapislazzuli ricostituito presenta un colore uniforme e brillante, privo di venature di calcite o inclusioni di pirite, criteri di autenticità direttamente verificabili a occhio nudo. L’ematite (Fe₂O₃, sistema trigonale, durezza da 5 a 6,5, densità ~5,3 g/cm³) si riconosce per il suo peso caratteristico e per la sua lucentezza metallica grigio-nera. Un braccialetto in ematite naturale da 8 mm è notevolmente più pesante di un braccialetto delle stesse dimensioni in ematite sintetica magnetica (densità ~3,5 g/cm³), differenza immediatamente percepibile al tatto.
Quattro criteri pratici per distinguere una perla naturale da un’imitazione
- Temperatura al tatto: una perla in pietra naturale è fredda e rimane tale per alcuni secondi a contatto con la pelle; il vetro e la resina si riscaldano più rapidamente
- Omogeneità ottica: una pietra naturale presenta inclusioni, variazioni di colore o di traslucenza; una perla in vetro o in resina è otticamente uniforme
- Peso: confrontare il peso con il volume; l’ematite naturale (densità 5,3) è nettamente più pesante dell’ematite sintetica (densità ~3,5)
- Prezzo minimo: un braccialetto da 8 mm in lapislazzuli naturale dell’Afghanistan con inclusioni di pirite non può costare 3 euro; al di sotto di questa soglia, si tratta necessariamente di lapislazzuli ricostituito o di imitazione colorata
Cura delle pietre montate in mala o braccialetto
La manutenzione dipende direttamente dalla composizione mineralogica. L’ametista scolorisce se esposta a lungo ai raggi UV: la colorazione viola è dovuta a centri di colore fotosensibili nella struttura del quarzo, instabili alla luce diretta. La celestite (SrSO₄, durezza da 3 a 3,5) è solubile in acqua salata e meccanicamente fragile. La pirite (FeS₂) si ossida in presenza di elevata umidità rilasciando acido solforico che corrode le perle vicine, il che rende problematico il suo montaggio con pietre calcaree (aragonite, calcite). Il rame non verniciato si ossida a contatto con il sudore e deposita sulla pelle un leggero residuo verde dovuto alla formazione di carbonato di rame basico. Il filo elastico di un braccialetto ha una durata di vita compresa tra i 12 e i 24 mesi se indossato quotidianamente, a seconda della qualità dell’elastico e della rugosità delle perle: il quarzo (durezza 7) consuma il filo più rapidamente rispetto alle pietre tenere. Un rimontaggio preventivo annuale evita la perdita delle perle.





















































