
Malas e braccialetti
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Braccialetto in apatite blu 8 mm
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Braccialetto in avventurina verde
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Braccialetto in quarzo rosa e giada cinese
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Braccialetto in rame con pallina magnetica
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Braccialetto in rame intrecciato
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Braccialetto in terahertz
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Braccialetto indiano in quarzo rosa
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Braccialetto occhio di tigre 6 mm
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Braccialetto regolabile a tripla protezione
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Braccialetto tibetano antistress
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Braccialetto tibetano dei chakra
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Braccialetto tibetano dell’amicizia
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Braccialetto tibetano tonificante
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Braccialetto tripla protezione
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Cofanetto zodiacale Ariete granato
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Cofanetto zodiacale Bilancia in quarzo
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Cofanetto zodiacale Capricorno in onice
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Cofanetto zodiacale Gemelli occhio di tigre
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Cofanetto zodiacale Leone corniola
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Cofanetto zodiacale Pesci con ametista
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Cofanetto zodiacale Scorpione in diaspro rosso
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Duo bracciale ematite – quarzo rosa
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Duo bracciale ematite – sodalite
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Duo braccialetto ematite – chakra
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Mala a quattro legni
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Mala di quarzo rosa e ametista
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Mala in amazzonite
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Mala in ametista, avventurina e cristallo di rocca
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Mala in labradorite
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Mala in legno
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Mala in legno di violetta
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Mala in rodonite e quarzo grigio
Mala e braccialetti in pietre naturali: criteri di scelta e dati mineralogici
Un mala o un braccialetto di perle in pietra naturale ha valore solo se il materiale è autentico. Il mercato è saturo di prodotti presentati come “cristallo di rocca” o “pietra naturale” che in realtà sono perle in vetro colorato, resina o pietra ricostituita (polvere di quarzo agglomerata con resina epossidica). La verifica è fisica: una perla di quarzo ialino naturale (SiO₂, sistema trigonale, durezza Mohs 7) è fredda al tatto, più pesante del vetro a parità di volume e presenta inclusioni o microfessure visibili con una lente d’ingrandimento x10. Una perla di vetro è omogenea, leggera e spesso otticamente perfetta, il che è proprio sospetto.
Costruzione di un mala: 108 perle, fili di montaggio e diametri standard
Il mala tradizionale conta 108 perle più una perla guru di dimensioni leggermente superiori, seguita da un pompon o da una nappa. Nell’uso pratico della meditazione (japa mala), funge da contatore per la ripetizione dei mantra. I diametri comuni sono 6 mm, 8 mm e 10 mm. Un mala di 108 perle in ossidiana nera (vetro vulcanico, SiO₂ ~70%, struttura amorfa, durezza da 5 a 5,5) da 8 mm pesa tra i 130 e i 145 grammi a seconda della lunghezza del filo e della perla guru. Un mala in labradorite (plagioclasio calcosodico, sistema triclino, durezza da 6 a 6,5) dello stesso diametro è leggermente più leggero, poiché la densità della labradorite (2,69 g/cm³) è inferiore a quella dell’ossidiana (~2,35 g/cm³). Il filo di montaggio determina la durata: un filo di seta naturale è tradizionale ma fragile all’umidità, mentre un nylon resistente da 0,6 mm sopporta meglio l’uso quotidiano. Un nodo tra ogni perla, tecnica derivata dalle tradizioni tibetane, protegge le perle dall’usura dovuta all’attrito reciproco ed evita la dispersione in caso di rottura del filo.
Scegliere un mala in base all’uso: meditazione con conteggio, da indossare al polso o per la radiestesia
Per l’uso nella meditazione con conteggio dei mantra, il diametro di 8 mm è il compromesso standard: abbastanza largo da essere percepito al passaggio tra le dita senza rallentare il ritmo, abbastanza leggero da non affaticare la mano durante una sessione di 20-30 minuti. Per indossarlo al polso avvolto tre volte (mala da 108 perle da 6 mm), è preferibile il diametro di 6 mm. Il quarzo rosa (SiO₂, varietà rosa, durezza 7, provenienza principale Brasile – stato di Minas Gerais, o Madagascar) è comune e accessibile. L’ametista (varietà viola del quarzo, SiO₂, durezza 7, colorazione dovuta a impurità di ferro sotto irradiazione naturale, origini Brasile – Rio Grande do Sul, Uruguay, Zambia) offre una colorazione stabile a condizione di verificare l’assenza di trattamento con tintura artificiale. L’occhio di tigre (SiO₂ fibroso, pseudomorfismo della crocidolite in quarzo, durezza 7, provenienza principale Sudafrica – regione di Kuruman) si riconosce dal suo luccichio dorato alla luce riflessa. Questa proprietà ottica non può essere imitata in modo convincente su una perla in resina.
Bracciali con perle di pietra: diametri, elasticità e qualità della montatura
Un bracciale con perle elastiche misura tipicamente dai 18 ai 20 cm di circonferenza per un filo elastico da 0,7 a 1 mm. La perla da 8 mm è lo standard per i polsi adulti: da 22 a 24 perle per 18 cm a seconda della presenza o meno di perle distanziatrici. I braccialetti da 6 mm sono adatti ai polsi sottili, quelli da 10 mm hanno un impatto visivo più marcato ma pesano sensibilmente di più. La labradorite da 8 mm produce la sua labradorescenza (riflessi dal blu-verde al viola a seconda dell’angolo, fenomeno legato alle interferenze luminose tra i foglietti cristallini) solo se la perla è correttamente orientata durante il taglio. Una perla di labradorite senza riflessi non è necessariamente un’imitazione, ma perde gran parte dell’interesse estetico della pietra.
Il lapislazzuli (roccia metamorfica composta da lazurite (Na,Ca)₈(AlSiO₄)₆(SO₄,S,Cl)₂, calcite bianca e pirite dorata, durezza da 5 a 6, provenienza principale provincia del Badakhshan, Afghanistan) è una delle pietre più imitate in gioielleria. Il lapislazzuli ricostituito presenta un colore uniforme e brillante, privo di venature di calcite o inclusioni di pirite, criteri di autenticità direttamente verificabili a occhio nudo. L’ematite (Fe₂O₃, sistema trigonale, durezza da 5 a 6,5, densità ~5,3 g/cm³) si riconosce per il suo peso caratteristico e per la sua lucentezza metallica grigio-nera. Un braccialetto in ematite naturale da 8 mm è notevolmente più pesante di un braccialetto delle stesse dimensioni in ematite sintetica magnetica (densità ~3,5 g/cm³), differenza immediatamente percepibile al tatto.
Quattro criteri pratici per distinguere una perla naturale da un’imitazione
- Temperatura al tatto: una perla in pietra naturale è fredda e rimane tale per alcuni secondi a contatto con la pelle; il vetro e la resina si riscaldano più rapidamente
- Omogeneità ottica: una pietra naturale presenta inclusioni, variazioni di colore o di traslucenza; una perla in vetro o in resina è otticamente uniforme
- Peso: confrontare il peso con il volume; l’ematite naturale (densità 5,3) è nettamente più pesante dell’ematite sintetica (densità ~3,5)
- Prezzo minimo: un braccialetto da 8 mm in lapislazzuli naturale dell’Afghanistan con inclusioni di pirite non può costare 3 euro; al di sotto di questa soglia, si tratta necessariamente di lapislazzuli ricostituito o di imitazione colorata
Cura delle pietre montate in mala o braccialetto
La manutenzione dipende direttamente dalla composizione mineralogica. L’ametista scolorisce se esposta a lungo ai raggi UV: la colorazione viola è dovuta a centri di colore fotosensibili nella struttura del quarzo, instabili alla luce diretta. La celestite (SrSO₄, durezza da 3 a 3,5) è solubile in acqua salata e meccanicamente fragile. La pirite (FeS₂) si ossida in presenza di elevata umidità rilasciando acido solforico che corrode le perle vicine, il che rende problematico il suo montaggio con pietre calcaree (aragonite, calcite). Il rame non verniciato si ossida a contatto con il sudore e deposita sulla pelle un leggero residuo verde dovuto alla formazione di carbonato di rame basico. Il filo elastico di un braccialetto ha una durata di vita compresa tra i 12 e i 24 mesi se indossato quotidianamente, a seconda della qualità dell’elastico e della rugosità delle perle: il quarzo (durezza 7) consuma il filo più rapidamente rispetto alle pietre tenere. Un rimontaggio preventivo annuale evita la perdita delle perle.































